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Questa farsa deve durare tanto?

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Cosa intende fare l’amministrazione Olivieri per risolvere una volta per tutte questo problema?
C’è un piano per facilitare la vita dei Vitorchianesi che pagano tariffe sproporzionate per un servizio inesistente?
Si può avvisare la cittadinanza alle 17:30 che la raccolta non viene effettuata?
C’è un disegno occulto che solo al centro storico viene effettuato il servizio?
Quindi i cittadini del pallone paparano e sodarella non devono più pagare?
C’è qualcuno al comune che sa prendersi la responsabilità di una  decisione in favore dei cittadini senza aspettare sempre che decidano altri?
Chi pensa agli operai e relative famiglie?
SU QUELLE  POLTRONE VI SIETE VOLUTI  SEDERE VOI NESSUNO VI HA COSTRETTO QUINDI DATEVI UNA MOSSA!

Consiglio regionale del Lazio – Lo annuncia in commissione l’assessora Sonia Ricci – Tra le novità: sostegno alle start up giovanili e 40 milioni per la banda ultralarga.

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“780 milioni al mondo agricolo”

Il Psr del Lazio nei prossimi sette anni mirerà a portare all’intero mondo agricolo della regione oltre 780 milioni di euro attraverso il sistema delle misure di finanziamento. “Si tratta di 80 milioni in più rispetto alla precedente programmazione”. E’ quanto ha sottolineato questa mattina l’assessore regionale all’Agricoltura, Sonia Ricci, nel corso di un’audizione con la VIII commissione del Consiglio regionale, presieduta da Mario Ciarla (Pd). Di questi 40 saranno destinati alla banda ultralarga, una delle iniziative innovative che ha ricevuto l’elogio di Bruxelles. Altra novità che ha raccolto consensi anche nel corso dell’audizione di oggi è la politica per il sostegno all’avvio delle start up giovanili, con aiuti fino a 70 mila euro senza ricorrere al “pacchetto giovani”. Ricci ha comunicato che il confronto con la Ue si terrà a gennaio prossimo. Il Lazio è comunque una delle prime quattro regioni italiane ad aver presentato il programma operativo. Ricci ha illustrato la strategia e le linee di azione che contraddistingueranno la politica di sviluppo rurale della Regione Lazio per il periodo 2014-2020. Tra di esse la “centralità” dell’impresa agricola, il ricambio generazionale, l’innovazione e il sistema della conoscenza, l’ambiente, le politiche per la qualità, l’equilibrio del primo pilastro con sostegno per alcuni comparti zootecnici, l’accesso al credito, la semplificazione e le modalità di approccio delle misure. Sul piano finanziario confermati gli investimenti strutturali, pari a circa 350 milioni, risorse anche sul “capitale umano” , per i giovani, per l’ambiente, lo sviluppo locale e per l’assistenza tecnica. Su questo ultimo aspetto la consigliera del M5S Silvana Denicolò ha chiesto chiarimenti circa la dotazione complessiva (19,5 milioni). L’assessore Ricci ha informato la commissione che c’è stata una riduzione di circa 20 milioni rispetto al passato e ha fornito chiarimenti sulla loro destinazione. Mario Abbruzzese ha espresso apprezzamento, anche se ha tenuto a precisare che per valutare la validità della strategia bisognerà aspettare di capire il futuro andamento dell’economia italiana e europea. Il consigliere del gruppo Pdl-FI ha sostenuto che è necessario elaborare in tempi brevi a un percorso che attivi il procedimento amministrativo di apertura dei bandi relativi al PSR 2014-2020. Denicolò ha suggerito che oltre al sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili si presti attenzione all’efficientamento energetico e al risparmio idrico. Daniele Sabatini (NCD) ha evidenziato come l’agricoltura non sta avendo tutta quella forza d’urto che pur nel Lazio potrebbe avere. Sollevati interrogativi da Sabatini, come già Abbruzzese, sul destino dei progetti ritenuti idonei del PSR 2007-2013 e non finanziati. Oltre a chiedere chiarimenti sull’agricoltura sociale, il consigliere NCD ha manifestato preoccupazione sulla possibile estensione dell’IMU ai terreni agricoli. Silvana Blasi (M5S) ha richiamato l’attenzione sulla necessità di agevolare l’assistenza degli agricoltori nella partecipazione ai bandi e di sostenere l’agricoltura biologica.

Consiglio regionale del Lazio

Emergenza rifiuti in Teverina. Gli operatori GEST.A.: “Siamo senza stipendio da mesi, non sappiamo più come fare”

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D.P. , M.C. , D.F. ed altri ancora. Cosa sono? Le iniziali, nomi e cognomi, di alcuni degli operatori della GEST.A. Srl che hanno deciso di denunciare la loro grave situazione lavorativa. Balza14-11-13 Rifiuti, e ci risiamo alle cronache nuovamente la ditta di Treviso che, negli ultimi mesi, sta facendo parlare continuamente di sé. “Devo prendere lo stipendio da Maggio. Alcuni di noi addirittura da Aprile e di tutti gli straordinari fatti, circa duecentoventi ore al mese, mi sono stati segnati solo quelli estivi e sono sempre stati pagati in misura ridottissima”. A parlare è D.P., trentuno anni, viterbese, assunto sei mesi fa da GEST.A. Srl. “Alcuni sono a conoscenza, tra le righe, della nostra situazione ma è ora che si dicano le cose come stanno. Stiamo trascorrendo un periodo terribile, buio ed abbiamo paura di essere abbandonati. Non mi vergogno ad ammetterlo, ho una famiglia, dei figli; un collega è costretto ad andare alla Caritas, un altro è stato “sfrattato”. Non abbiamo i soldi neanche per trascorrere un Natale sereno, troppo spesso, neanche per vivere la giornata”.
La GEST.A. Srl , azienda trevigiana con sede a Trevignano, si occupa di servizi integrati al territorio e all’ambiente. Nel territorio della Tuscia, offre servizi mirati alla raccolta differenziata “porta a porta”, prestando pubblico servizio in più di dieci comuni, tra i quali, quelli del “Consorzio Teverina”, tra Celleno, Bagnoregio, Civitella d’Agliano, Graffignano e Lubriano, fatta eccezione per Castiglione in Teverina che dispone di un servizio in house. Proprio nella zona della Teverina, da mesi, si stanno affrontando gravi disagi per i cittadini ed anche per gli stessi operatori, come conferma anche D.P. : “Lì, la gente non ne può più e lo crediamo bene. Da tempo è costretta a tenere i rifiuti in casa o in strada, accumulandoli, senza che vengano smaltiti. Capiamo fin troppo bene il loro disagio” e prosegue: “In alcuni degli altri comuni, i (nostri) soldi sembrano arrivare; sono le stesse amministrazioni a pagarceli, visto che GEST.A. come da contratto, non lo fa. Il Sindacato si è mosso per farci avere ciò che ci spetta direttamente dai comuni – che poi, si dovranno rifare su GEST.A. -. D.P., operava proprio nel territorio della Teverina, zona in cui la raccolta “porta a porta” sembra essersi interrotta del tutto: “Come facevamo a lavorare? Eccetto quelli “pesanti”, quasi tutti i mezzi erano veramente malmessi. Freni logorati, non avevamo crick, né gomme di scorta e quelle che c’erano erano finite (lisce o arrivate addirittura alla “tela” n.d.r). Non avevamo divisa, occhiali protettivi, mascherina né cassetta per l’automedicazione. Compravamo tutto da soli, addirittura le lampadine per le luci del mezzo. Non avevamo Gasolio per lavorare”
Al momento, la situazione nei comuni della Teverina sembra ancora bloccata. Le amministrazioni di concerto, nei mesi scorsi, hanno provveduto a nominare l’Avvocato Cristiano Costa quale rappresentante legale consorziale, incaricandolo di procedere, quanto prima, alla via giudiziaria, finanche mobilitarsi per la rescissione del contratto che, dal 2012, lega la ditta trevigiana ai paesi del “consorzio”. Di recente, è stata organizzata una raccolta straordinaria di “alleggerimento”, utile a smaltire l’emergenza, con l’ausilio di una ditta “esterna” alla GEST.A. Srl.
Ma la situazione, che sembrava allentarsi, in realtà ha subito l’ennesima brusca frenata quando gli automezzi “compattatori”, con i rifiuti di settimane, si sono recati presso l’impianto di smaltimento in via Teverina di “Ecologia Srl”, la quale, si è rifiutata di accogliere e stoccare i rifiuti derivanti dalla raccolta straordinaria poiché in contenzioso aperto con la stessa GEST.A. Srl. I Sindaci, hanno scritto immediatamente al Prefetto Scolamiero, più volte interpellata, per denunciare la questione con estrema urgenza.
“Sono veramente dispiaciuto, immagino quale sia il peso che debbano sopportare i cittadini. Non so chi abbia più “colpe” o di chi siano, sta di fatto che prima o poi i responsabili di tutto questo e della nostra condizione verranno individuati. Io, intanto, il 4 Dicembre verrò “mandato a casa”. Spero si troverà una soluzione veloce e definitiva perché altrimenti non sapremo come fare a vivere, a mantenere i nostri figli”.
Prosegue l’emergenza sul territorio, soprattutto alla luce dell’immediato domani, molto incerto, con l’urgenza di individuare una soluzione concreta per smaltire i rifiuti che “verranno”, in una grave situazione che perdura tra alti e bassi.
Emanuele Ricucci

Il canone Rai in bolletta da gennaio 2015. Il sottosegretario: “Non sarà legato all’Irpef”

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ROMA – Le dichiarazioni arrivano direttmanete dal sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli. «Il canone Rai sarà in bolletta elettrica dal gennaio 2015, in linea di massima sulla seconda casa è escluso» e che «legarlo all’Irpef mi pare complesso e farraginoso».
«Contiamo di presentare in Senato un emendamento alla legge di stabilità per inserire questa norma – ha spiegato il sottosegretario – con l’intenzione di renderlo effettivo già da gennaio dell’anno prossimo. Con questo strumento consideriamo di recuperare in modo pressochè totale l’evasione. C’è un’evasione per cui siamo tra i primi in Europa che è attorno ai 600 milioni per un canone che è oggettivamente tra i più bassi in Europa. Questa situazione non è più tollerabile».
«La scelta vera – ha continuato Giacomelli – è che, d’accordo con Rai, la nostra intenzione è di non trasferire alla Rai in aggiunta al gettito attuale l’evasione recuperata ma abbiamo deciso di restituirla interamente ai cittadini, abbassando fortemente il canone».
Giacomelli ha quindi escluso il pagamento per le seconde case: «tendenzialmente l’idea è quella di evitare che chi ha la seconda casa paghi di più. Anzi, diciamo che in linea di massima sulla seconda casa è escluso. Qui si tratta di capire – ha precisato Giacomelli – come introdurre qualche punto di equità. C’è chi dice che potremmo incrociare i dati del reddito, e legare il canone all’Irpef, io sono un pò perplesso su questa possibilità. Legato all’Irpef mi pare molto più complesso e farraginoso».